Naturopata, ed educatrice alimentare. Coach e Counselor professionale

Lavoro da trent’anni nel campo dell’educazione alimentare e dell’approccio olistico al benessere personale. Lavoro in studio e collaboro con enti, scuole, associazioni e negozi specializzati per consulenze e progetti di educazione sensoriale e nutrizionale.
In due parole? Sono figlia d’arte e del libretto rosso della macrobiotica di George Oshawa (filosofo giapponese, molto amante del riso integrale e della salsa di soia). Sin da piccolina avevo uno spiccato senso della giustizia, una vera paladina, prima ancora di Sailor Moon: mi battevo contro i bulli ed ero specializzata nel difendere le mie amichette, perorando le loro cause, anche davanti ai loro genitori.

All’età di 10 anni mio papà si ammalò di una malattia grave. Riuscì a migliorare drasticamente la sua situazione praticando la macrobiotica, unico metodo di cura con l’alimentazione naturale che esisteva in Italia a quei tempi. In soli 6 mesi mio padre riuscì a migliorare e a star bene definitivamente. Il libretto rosso di Oshawa era entrato in famiglia.

Da quell’esperienza così forte, tutta la famiglia iniziò a dedicarsi allo studio della corretta alimentazione. I miei genitori sono stati veri pionieri e mi hanno permesso di scoprire gli infiniti benefici della medicina alternativa. Girammo per le scuole di tutta Europa per approfondire l’argomento. Mia mamma divenne un medico che si occupava di alimentazione naturale ed omeopatia e io ho sono rimasta su questa strada. 

Con mia nonna, emiliana che cucinava benissimo, era difficile accontentarsi del riso integrale con due verdurine: dall’integrazione dei saperi di famiglia, nacque l’idea di una “cultura alimentare non triste”, che potesse coniugare salute, tradizione rivisitata e gusto. Creammo Horus il primo Circolo di alimentazione naturale a Parma dove potevi mangiare in modo sano ed equilibrato…anche le ostriche con lo champagne. (su prenotazione!). Ricordo ancora le lasagne verdi vegane (erano gli anni 80, non sapevo ancora che fossero vegane) ed i tortelli di tofu e ortiche che preparava la mia mamma. Una vera delizia sana. 

Per questo consiglio di partire sempre da quello che si sa e che si è, dalla propria storia. Perché partire intellettualmente dal voler rivoluzionare tutto, non è sempre sostenibile. Parto da quello che sono e piano piano faccio spazio per nuove cose: ad ogni passo qualcosa inizia a muoversi, si recupera energie e si riconquista il benessere.

La mia ricetta preferita?
Mangia cibi in accordo con la stagione e con il territorio, ricordati che fai parte anche tu del territorio, e perdonati ogni tanto. Che non significa essere autoindulgenti, ma amorevoli. A partire da noi stessi.

Ho seguito vari percorsi: presso l’IMI di Kiental, l’istituto svizzero di macrobiotica, corsi con i primi medici che parlavano di alimentazione naturale, come il dott. Pecchiai e la sua Eubiotica, poi presso l’Istituto Riza, prima Scuola di Naturopatia Psicosomatica in Italia, dove ho conseguito il diploma triennale e poi un quarto anno presso l’Accademia di storia sanitaria di Roma.

Seguo da anni corsi sul ruolo del microbiota intestinale nella salute e occuparmi “della pancia” è uno dei miei punti fermi. Poi ho sentito l’importanza di aggiungere la parte della testa e del cuore diventando Coach e Counselor certificata. Ho avuto un incidente che mi ha bloccata per un anno e in questa occasione ho imparato ad avere pazienza con me stessa, ad ascoltarmi, a dare un nome e a comprendere le mie emozioni.

Riparto da me ogni volta, e quando mi sento, mi ritrovo

I miei clienti dicono che li ho resi protagonisti della propria vita. Spesso inizio con un cliente, che poi, uno dopo l’altro, mi porta tutta la famiglia. Diventa così entusiasmante vedere i progressi di una piccola comunità che migliora l’approccio con il cibo e con loro stessi. Mi viene in mente una bellissima vignetta di Mafalda di Quino: La mamma dice alla figlia: “Mafalda, fai questo perché te lo dico io, che sono tua madre” e Mafalda risponde: “Se è questione di titoli… io sono tua figlia e ci siamo laureate lo stesso giorno”. 

La relazione di cura non è un’imposizione o un passaggio di sapere che arriva dal naturopata al cliente: è una relazione dove si cresce assieme, ci si scambia, si confrontano visioni diverse e dove il professionista lascia spazio al cliente, che è il vero protagonista della propria crescita e percorso. L’attenzione al vissuto di ognuno, alla sua unicità è fondamentale.

Per questo per me diventa importante rendere consapevoli le persone che il primo passo è sempre verso sé stessi, semplicemente entrando in contatto con le risorse che già ciascuno possiede dentro di Sé. È per questo che ho ideato e inserito nel mio logo “KORA”, disegnato appositamente da mia figlia. Kora è la bambina interiore che è in me. È la mia parte tenera e vitale che mi ricorda l’importanza di sentire, di aprire il cuore, di affrontare il mondo con curiosità senza perdermi di vista. E la mia Kora si arrabbia ancora quando le cose non sono giuste: partirebbe a lancia in resta a difendere gli altri. Ed io con gli anni ho imparato a difendere lei. Alla piccola, magnifica “Kora” di ognuno di noi, perché frequentarci, diventare noi stessi ogni giorno un pochino di più, può essere un viaggio veramente entusiasmante.

Leggi il mio curriculum