Alimentazione? Alimentarci è un atto che non abbraccia soltanto i nostri corpi, ma plasma i pensieri, ci definisce nelle nostre scelte di consumatori e nel nostro essere: chiusi al mondo (il nostro frigo pieno ed il nostro cibo in tavola purché sia) o tesi ad una riflessione più ampia (valori etici, sociali, etologici legati alle nostre scelte).

Attraverso il cibo posso decidere se rinchiudermi in un’abitudine o esplorare il mondo.

Posso rendermi consapevole del territorio che mi circonda. Posso conoscere il mio corpo, sentire gli effetti del cibo “dentro” e vederne gli effetti fuori: il rapporto con il mio cibo cambia anche il rapporto con il mondo intorno.

Attraverso l’alimentazione posso rendermi attore principale nel preservare la mia salute, verificare come essa sia un processo vivo e in movimento ogni giorno, senza affidarmi solamente alla statica rassicurazione di una pastiglia che mi assolva da qualunque responsabilità.

Attraverso il cibo sperimento la condivisione, creo ponti fra generazioni di sapori, saperi ed esperienze, esco dalla solitudine del surgelato ed entro nella festa della stagione, della passata preparata fra amici e parenti, della dispensa autoprodotta come spazio non più di sopravvivenza, ma di scambio.

Attraverso il cibo mi scopro cittadino del mio paese, della mia regione, del mondo. Attraverso i miei acquisti posso essere una risorsa che sostiene la comunità o un compulsivo dello spreco alimentare.

Attraverso il cibo si manifesta la cura, il senso di accudimento. Si crea un dialogo quotidiano tra uomo, tecnologia e natura e attraverso di questo si trasmettono valori, sapori, memorie. Si crea la Casa e la sua nostalgia, la visione ed il sapore di un mondo fuori da esplorare e scegliere. E nello scegliere riconoscersi e crescere.

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