Alla riscoperta di rapa e daikon, due verdure che appartengono alla famiglia delle Brassicacee o Crucifere. Le loro proprietà nutrizionali ed il loro uso in cucina sono state rivalutate negli ultimi anni. (vedi articolo precedente).

Le rape, un cibo antico

La rapa, in particolare, che conta diverse varietà (rapa bianca dal colletto viola, rapa di Caprauna, palla di neve…) è sempre stata un cibo tradizionale della cucina povera. Si raccoglieva in primavera ed autunno e si utilizzava anche in inverno.

In Friuli vengono ancora oggi conservate in vinaccia: si ottiene un prodotto fermentato, la brovada, che accompagna i tipici piatti invernali. Le foglie delle rape sono edibili, anche se di solito venivano date al bestiame e non sono le cime di rapa, che appartengono ad un’altra varietà della famiglia.

Sono ricche di acqua e di fibre, che ne fanno un ottimo cibo per favorire il transito intestinale. Poverissime di calorie (meno di 20 per 100 g), contengono calcio, fosforo e vitamina C, una piccola quota di proteine e nessun grasso. Nella medicina popolare venivano considerate rivitalizzanti, diuretiche e dissolventi degli acidi urici, epatoprotettici ed emollienti. Per questo venivano tradizionalmente servite con cibi ricchi di proteine e grassi. (fonte “Cura delle malattie con ortaggi, verdura e frutta”, J. Valnet). In alcune regioni italiane se ne fa uno sciroppo per la tosse: si scava la polpa e si inserisce nella rapa cruda miele o zucchero, lasciando tutta la notte a macerare. Il giorno dopo si usa il succo estratto, a cucchiaini. Ottime per questo scopo anche altre due varietà di brassicacee: la rutabaga ed il ramolaccio.

A livello scientifico, partendo dai suoi usi tradizionali, sono stati confermati gli effetti  epatoprotettori ed antiossidanti, anche nella varietà delle infiorescenze delle cime di rapa.

La riscoperta del daikon

Il daikon invece ha una storia più…asiatica: è molto usato in Giappone. Potete vederlo anche sotto forma di Spirito del Daikon nel film  “La città incantata“.

Più conosciuto in Germania e nell’Europa dell’Est, da diversi anni si usa e  coltiva bene anche in Italia. Più calorico della rapa, per la presenza di carboidrati (circa 50 cal/100 g), contiene calcio, ferro, fosforo, magnesio, potassio, sodio e un poco di zinco.

Vale un pò quanto scritto per la rapa: tradizionalmente si abbina a pesci grassi e fritti. Nella medicina macrobiotica si usa, soprattutto nella versione secca (si utilizza nelle zuppe, come quella di miso) come alimento “sciogligrassi”.

E’consigliato soprattutto come emuntore della cistifellea e preventivo della steatosi epatica. Da anni viene studiato per il suo contenuto in sostanze antitumorali.

Alcune ricerche fanno riferimento anche al suo contenuto in triptofano, che nell’uso bollito della verdura si concentrerebbe meglio. Durante la sua metabolizzazione questo aminoacido si trasformerebbe  in 5-idrossi-triptofano, un precursore della serotonina.

Come prepararli?

Qualche piccola idea, a completamento dell’articolo la trovate in questo video sul mio canale Youtube: spero vi piacciano e vi invoglino a riutilizzare o scoprire queste verdure nella vostra alimentazione.

 

Alla riscoperta di rapa e daikon

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