Buttando un occhio qua e là a proposito delle “meravigliose” nuove opportunità che ci potrebbe portare l’accordo di libero scambio delle merci tra l’Usa e l’Europa, che allo stato attuale non è stato raggiunto, mi imbatto nella risposta americana all’annoso problema del colesterolo nelle uova: le uova ad alto contenuto di omega tre.

Se gli omega 3 promuovono una riduzione del colesterolo nel sangue e dell’alta pressione, perchè non cercare di introdurli come rimedio già nel potenziale nemico? Il pragmatismo insito nel ragionamento non fa una piega, anche se sembra una filosofia da “un colpo al cerchio ed uno alla botte” e “miglioriamo la natura”, atteggiamento che ha dato vita a prodotti come il golden rice ogm (eccovi un link ed un altro contrapposti se volete divertirvi ad approfondire).
Le analisi dimostrano un contenuto sino a cinque volte maggiore di omega 3 rispetto all’uovo “convenzionale”, ottenuto con un’alimentazione a base di semi di lino, alghe e olio di pesce data alle ovaiole. In pratica, anzichè prenderli voi gli integratori, li fate trasformare in uova alle galline. Non sono solo gli americani a ragionare così, come riporta Marion Nestle nel suo bel libro “What to eat”: uova arricchite provengono anche dal mercato arabo.
Nell’attesa di scoprire se questa presenza di omega 3 ha un reale senso, accompagnata comunque al colesterolo dell’uovo, che ivi rimane, io proporrei di continuare a farci domande. Tipo sulla quantità di uova che posso mangiarmi senza essere assalito dal colesterolo e dall’ansia (dipende dalla vostra salute, dallo stile di vita e dall’attività fisica, ma comunque quattro alla settimana è una quantità sdoganata per quasi tutti). Oppure sul fatto che il pesce è comunque una fonte naturale di omega 3, con meno colesterolo rispetto alle uova. Oppure sullo stile di vita delle galline, che sono state snaturate dalla loro attività di razzolatrici per essere allevate a mangimi etologicamente non compatibili e senza spazio sufficiente per svolgere la loro attività (servirebbero almeno quattro metri quadrati con erba per pollo)
 L’analisi nutrizionale di un uovo da galline confinate in gabbie, rispetto a quelle che razzolano mostra una quantità di colesterolo inferiore, data dalla possibilità della gallina di trovare la propria integrazione (erba, insetti, vermi…) naturalmente.
Natura vs. pragmatismo
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